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Thor

copertina

Hey Selvaggi,

chi mi conosce sa benissimo di quanto sia restìo a fare “sfoggio” delle tante cose che ho fatto, sia personalmente sia con i Frijda, però, date le tante richieste (…e ne sono davvero lusingato), ho deciso di approfittare di questa pagina personale per poter farvi leggere le poesie che mi hanno consentito di vincere la IV edizione del  “Premio di Letteratura Italiana Contemporanea” e di poter essere pubblicato nella silloge “Note poetiche” (2016) a cura della Laura Capone Editrice.

 

                                                                                          Veramente lusingato, Thor.

 

 

 

 

 

“Se le porte della percezione fossero purificate,

ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è:

infinita”

                                                (William Blake)

 

 

 

NEL CUORE DELLA NOTTE

Il veleno scorre dentro
nel cuore della notte.
Mostra l’anima al purgatorio,
al mondo dell’eterno incolore.
Scorre…
Inumidisce viscido il pensiero del reale,
fa male.
Accarezza le rive in fiamme
di un mare ormai morto
dove i tuoi sorrisi amari
trovano le profondità più splendenti.
L’aria si screzia e punta all’infinito.
Scorre..
Bagliori esplodono all’orizzonte,
macchiando il cielo.
Non respiro più.
Tutto si ferma, tutto si contempla.
Il mio regno s’immerge
in misere trame senza luce.
Scorre come il veleno
nel cuore della notte.


PREGHIERA

Notte ai tormentati;
notte ai sognatori d’incubi;

notte alla vanitosa bramosia dell’essere;
notte alla notte che ci lascia vedere la luce
nel buio dei nostri infami desideri.
Amen.


EDERA

L’edera si avvolge attorno ai miei pensieri,
docile mi soffoca.
l’edera la sfiori, senti i suoi sapori,
fragile s’arrampica nelle fessure dell’anima
sento che vibra, non ha pietà.
L’edera è natura, irrazionale e pura,
carne che mi fulmina.
L’edera è passione, sesso e dolore,
specchio delle vanità che mi riflette ogni lacrima,
la forma pura dell’anima, quella che ho perso.
L’edera la sento, scava i suoi sentieri
come acqua limpida.
L’edera si stende, un fuoco che si accende,
soffio che purifica.
Una paura che scivola,
un tatuaggio nell’anima.
Brucia dentro.
Sprofondo piano piano,
nel silenzio che consuma.


NEL SILENZIO FREDDO DI UNA LACRIMA

Sto ascoltando la pioggia
mentre sbatte sopra i tetti della città.
Basta solo una goccia
e tutto si sgretola.
Come me.
Senza meta per le vie dell’anima.
Senza tempo dentro questa immensità
che mi scivola come pioggia
sopra i segni che ho sulla faccia;
nel silenzio freddo di una lacrima.
Sto guardando la pioggia
che s’infrange sopra i vetri della città.
L’alone che lascia
mi ricorda qualcosa che ora non c’è,
che ho lasciato, perduto dietro me;
nel silenzio freddo di una lacrima.


COSPARSO DI NIENTE

Cosparso di niente mi guardo allo specchio.
Rifletto.
Quello che noto è il tempo,
una superficie sempre uguale
che vede gli altri cambiare, modificarsi, morire .